venerdì 21 marzo 2014

Non fate scappare le fate

Tre mesi di silenzio, sono fatta così.
Alcuni dicono che non sono in grado di portare a termine le cose, che le inizio per poi lasciarle lì. Fermo restando la pausa esami della sessione invernale, devo ammettere che sono nel pieno di un blocco creativo. Il fatto è che ho i miei tempi, e i miei umori: questo è un periodo blu. Come quello di Picasso, solo che lui dipingeva. Io non faccio nulla, sono una persona inconcludente. Un periodo blu e letargico; ma a differenza di ghiri e tenere marmotte in ibernazione, io non preservo le mie energie: non fare assolutamente nulla è l'attività che mi stanca di più. Ci vuole onestà intellettuale; in questo periodo di nullafacenza ho dormito a qualsiasi ora, fissato muri, ed evitato accuratamente qualsiasi attività che fosse anche solo vagamente produttiva.
Eppure continuo a pensare che tutti i periodi abbiano una loro importanza.

Alle elementari, nei giorni un po' più speciali, arrivava il maestro Gabriele. Chiudeva le tapparelle e metteva le sedie in cerchio, poi ci raccontava delle storie. Ricordo solo vagamente, tranne una filastrocca, che non ho ancora dimenticato.
"Ssssh, silenzio, silenzio, non sussurrate. Non fate scappare le fate".
E invece io non sono mai stata capace; parlavo tanto, decisamente troppo. Il fatto è che ho sempre sentito il bisogno di esplicitare, di tirare fuori, di esternare.
Come al solito mi dilungo, mentre quello che volevo dire è estremamente semplice. Detto da una che non riesce mai a stare zitta, anche e soprattutto quando dovrebbe; spesso si dimentica l'importanza dei silenzi. Spero che il mio silenzio, pur nella mia inattività, abbia avuto una sua importanza, e forse addirittura un senso.
Ah, è pure primavera.

Ciao,
L.




1 commento:

  1. Brava lou, sei riuscita a dare un senso filosofico alla nullafacenza degli ultimi mesi, vorrei poterlo fare anch'io ahah :) Dai magari con la primavera ci svegliamo un po'

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